{"id":371,"date":"2006-09-05T22:23:00","date_gmt":"2006-09-05T21:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/mami.cyber-city.us\/?p=371"},"modified":"2006-09-05T22:23:00","modified_gmt":"2006-09-05T21:23:00","slug":"371","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mami.cyber-city.us\/?p=371","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em>Saggio pubblicato da Alessandro Barrico: &quot;Alcuni mesi fa mi &egrave; nato un figlio. [&#8230;]&quot;<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>COSE CHE ACCADONO QUANDO SI CAMBIA UN PANNOLINO<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">1. Il pannolino pu&ograve; essere cambiato per tre ragioni:<br \/>\na) perch&eacute; lo dice la mamma;<br \/>\nb) perch&eacute; lo dice la suocera;<br \/>\nc) perch&eacute; il bimbo ha cagato.<br \/>\nNaturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticit&agrave;. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda. Di solito accade cos&igrave;.<br \/>\nLa mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po&#8217; e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: &#8216;E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino&#8230;cosa ha fatto l&#8217;angioletto?&#8217;.<br \/>\nPoi la mamma va di l&agrave; e vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.<br \/>\nIl padre di destra dice: &#8216;Che schifo!&#8217; e chiama la tata. Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.<\/p>\n<p align=\"justify\">2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio &egrave; un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza. Comunque &egrave; studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.<br \/>\nFar star fermo il bambino su quel piano &egrave; come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E&#8217; fondamentale non distrarsi mai.<br \/>\nIl neonato medio non &egrave; in grado quasi di girarsi sul fianco, ma &egrave; perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi gi&ugrave; dal fasciatoio facendoti il gesto dell&#8217;ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che&nbsp; passano sott&#8217;acqua.<br \/>\nDunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.<\/p>\n<p align=\"justify\">3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava &quot;l&#8217;estruso&quot;. E&#8217; il momento della verit&agrave;. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata &egrave; impressionante. E&#8217; singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall&#8217;intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant&#8217;&egrave;: non c&#8217;&egrave; niente da fare. O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.<br \/>\nIo, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna.<br \/>\nSe guardate &egrave; pi&ugrave; difficile. Ma senza guardare&#8230; Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.<\/p>\n<p align=\"justify\">4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota, d&agrave; uno strattone: se non vi cade, riuscir&agrave; comunque a spargere un po&#8217; di cacca in giro.<br \/>\nTamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo. A quel punto la vostra situazione &egrave;: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.<\/p>\n<p align=\"justify\">5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra. Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l&#8217;aria.<br \/>\nSenza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all&#8217;olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente gi&ugrave; verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da li spariranno nell&#8217;underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare<br \/>\nprodotto nato da un amplesso tra la maionese Calv&egrave; e del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pip&igrave;.<\/p>\n<p align=\"justify\">6. Il bambino non fa pip&igrave; a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro. Errore. La trota, finalmente libera, si butta gi&ugrave; dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l&#8217;accaduto.<\/p>\n<p align=\"justify\">7. Prendere il pannolino nuovo. Capire qual &egrave; il lato davanti (di solito c&#8217;&egrave; una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere.<br \/>\nIl sistema &egrave; stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. S&igrave;, ma quanto si chiude? Cos&igrave; &egrave; troppo stretto, cos&igrave; &egrave; troppo largo, cos&igrave; &egrave; troppo stretto, cos&igrave; &egrave; troppo largo. Si pu&ograve; arrivare anche ad una ventina di tentativi. E&#8217; in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cio&egrave; inizia a gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in&nbsp;un bagno di sudore.<\/p>\n<p align=\"justify\">8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E&#8217; questo il momento dei poussoir. Quando Dio cacci&ograve; gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir. Per chiudere&nbsp; un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una tutina &egrave; sorprendente e, perfidamente, dispari.<\/p>\n<p align=\"justify\">9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrosser&agrave;. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossir&agrave;, e che sar&agrave; mai. Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma.<br \/>\nLei chieder&agrave;: &#8216;L&#8217;hai messo il borotalco?&#8217;. Voi direte: &#8216;S&igrave;&#8217;. Con convinzione.<\/p>\n<p align=\"justify\">10. Ripercussioni fisiche e psichiche.<br \/>\nFisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con s&eacute; stesso. Per almeno tre ore &egrave; convinto di avere la nobilt&agrave; d&#8217;animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l&#8217;effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po&#8217; di destra.<br \/>\nAlcuni si spingono fino a consultare il settore &#8216;Decappottabili&#8217; su Gente &amp; Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono gi&ugrave;. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<em>Alessandro Baricco<br \/>\nper Smemoranda 2001<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saggio pubblicato da Alessandro Barrico: &quot;Alcuni mesi fa mi &egrave; nato un figlio. 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