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Perché la gente, va a fare la spesa, guardando le farfalle?


Vi sarà sicuramente capitato di aver beccato quei pazzi visionari che si aggirano per i centri commerciali, quelli con la faccia da ebete, che si guardano intorno osservando le farfalle, quelli che ti obbligano a inchiodare il tuo carrello, perché stanno seguendo come segugi il fantasmino Casper.


Quelli che quando commenti ad alta voce di nn averli investiti con il carrello carico, ti guardano come se tu fossi uno stronzo che nn guarda dove mette i piedi…


Che poi, per dirla tutta, sono quelli che quando sei in fila alla cassa o nelle corsie congestionate del sabato pomeriggio, decidono di loro iniziativa che la fila nn c’è e ti colpiscono il calcagno con il loro carrello.


Che ne dite di questa proposta: colpiamoli forte forte nell’ossetto bastardo della caviglia con il nostro carrello, mentre si sono fermati per qualche motivo che chiunque altro (tranne loro simili) ignora!


Si accettano anche altre proposte.




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Eccomi qui.. dopo un bel po’ di giorni. Sono andata all’INAIL e finalmente sono riuscita a farmi dare un po’ di giorni: continuavano a rimandarmi di settimana in settimana. Ora finalmente potrò stare tranquilla, almeno con loro, fino al 4 di gennaio 2005.
Il 22 mi fanno un doppler a tutti gli arti per vedere se iniziare a o meno con l’anticoagulante, mentre il 28 farò l’endoscopia.
Oggi, forse perchè me l’hanno agitato, mi fa molto male, ma da domani rinizio con il Clexane e penso che le cose ritornaranno come prima.
Ho sentito Som e la Cavessun-na. Mi ha fatto molto piacere sapere che ieri sera se la sono spassata.
Hanno fatto la più classiche delle cene: la cena di Natale tra le ragazze. Si sono viste tutte e casa di Som e tra una bottiglia di Zibibbo ed un’altra hanno ridacchiato allegramente, mancava solo Diamon, ma ormi è un’abitudine. Mi sarebbe piaciuto parteciparvi, ma quest’anno le cose nn vanno coem devono andare!


Ah dimenticavo…


E’ NATA MARTINA IL 13 DICEMBRE!!!!


Lunedì mi è arrivato il foglio rosa, così potrò iniziare con le guide. BBino mi ha detto che mi darà una mano e qualcosa lo farò con la scuola guida. Speriamo solo di riuscirci ed in fretta!!
Il fatto di riscrivere sul mio blog mi ha fatto venire nuovamente la voglia. Ho come l’impressione che ci vedremo presto… anche perchè vi devo ancora raccontare del we passato con quei matti di CTtadini… ghghghhghgh






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Olààààà.. a grande richiesta vi aggiorno sulla mia situazione medica:

1. Naso quasi guarito. 28/12 visita otorino ed endoscopia nasale.
2. 10/12 ritorno all’INAIL per vedere se i bastardi mi riconoscono ancora l’infortunio, altrimenti INPS.
3. Braccio dx: flebite quasi guarita, ma è riapparsa la linfangite su tutto il braccio.
4. Braccio sx: flebite fresca fresca, polso palloncino. Linfangite in via di guarigione.
5. Pancino: lividi n.3. L’eparina mi sta uccidendo. Questa è l’8°scatola.. nn ne posso più!
6. Resto corpicino: linfangite sparsa che prude un casino.
7. Resto in attesa degli esami del sangue intorno al 9/12 per poter andare dall’ematologo.


CONSIGLIO DISINTERESSATO: mi sa che ni conviene andare in pellegrinaggio da qualche parte, nn dico dove altrimenti rischio di trovare chiuso…










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Tra poche ore riuscirò finalmente ad andare a farmi vedere sto dannato braccio. Nn ne posso più!
La linfoalgite sta sparendo, le eruzioni cutanee sono scomparse, ma è rimasto sto dolore fastidioso che nn se ne vuole andare. Vedremo con l’ecodoppler.


Ieri c’è stato il funerale. C’erano tante persone care che sono venute a dare l’ultimo saluto alla mia nonna. La cerimonia è stata lenta e pensate, come un po’ tutti i funerali, ma quando ci siamo trovati tutti fuori, le cose sono un po’ cambiate. Sembra quasi che tutti aspettino il funerale per soffire del lutto per l’ultima volta, poi una volta salutato il corpo, tutto cambia immagine e colore. Le persone all’esterno della chiesa hanno iniziato a chiacchierare e a raccontarsi le cose. Molti parlavano della nonna con tono sereno e rilassato.. che è poi la mia idea di funerale.
Mi piace pensare che la morte sia l’inizio di qualcosa e nn la fine di qualcos’altro. La cosa mi rende più serena. Nn tutti condividono alla mia idea, ma per me è così. Forse mi nascondo dietro ad un dito, forse voglio credere a qualcosa che mi mitighi quel senso di vuoto che ho nel cuore. Ma mi chiedo: perchè nn posso sognare anche questa volta?


P.S. La mia solita casella di posta è nuovamente attiva. Supereva ha dato i ciocchi!




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Ieri è morta mia nonna. Era del 1911 e da pochi mesi aveva compiuto 93 anni, anzi come dice Som.. quasi 100.
Era una donna molto cocciuta e testarda, una vera rompiscatole. Aveva un pugno d’acciaio che con il passare degli anni aveva perso un po’ della sua potenza, ma era davvero in gamba.


Purtroppo negli ultimi tre anni aveva iniziato a perdere colpi, ma solo fisicamente. Soffriva di forti dolori alla schiena e la circolazione iniziava a darle dei problemi, ma riusciva ad essere autosufficiente.


Mia nonna era una di quelle donne di una volta. Donne che nn volevano il riscaldamento e l’acqua calda, perché rovina la pelle. Nn aveva mai comprato una lavatrice, si lavava a mano le sue lenzuola del letto matrimoniale, abbiamo provato per anni a convincerla a darci almeno le lenzuola da lavare, ma lei era troppo cocciuta e continuava per la sua strada.


Negli ultimi anni l’avevamo obbligata a trasferirsi vicino a casa nostra per cercare di monitorarla, ma penso che questo nn l’abbia mai accettato veramente, lei era abituata a fare quello che voleva e sempre di testa sua.


Ieri sono scesa ma nn sono andata a trovarla alla camera mortuaria, anche perché lì, mia nonna nn c’è più. C’è solo il suo corpo con un leggero sorriso sul volto inanimato. Mi piace ricordarmela a tavola, con noi a chiacchierare, nn inanimata su un lettino, quella nn è la mia nonna! Nn le hanno nemmeno messo gli occhiali!


La mamma, che è stata vicino al suo letto in ospedale fino alla fine, mi ha raccontato che ad un certo punto, la nonna le ha stretto la mano e l’ha guardata sorridendole, poi ha volto gli occhi in alto a dx, come a guardare qualcosa e li ha chiusi. Da quel momento la mia nonna nn si è più svegliata e dopo l’ennesimo attacco di cuore se ne è andata. Mi piace pensare che mio nonno se la sia venuta a prendere per portarsela con se. Sono stati lontani per tantissimi anni, lui purtroppo l’aveva lasciata prematuramente e lei, nonostante fosse decisamente giovane, era rimasta fedele al suo grande amore… Ed ora, come dice il mio Cucciolo, sono insieme nel cielo.


Spero solo che mia sorella se ne faccia una ragione.. ma nn tutti siamo uguali e reagiamo in modi diversi, ma so che è una donna in gamba, in fin dei conti, assomiglia moltissimo alla mia nonna…



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Viviamo in un mondo colmo di parole, ma gli altri ci capiscono davvero?



Nn ho parole, più ci penso più mi innervosisco. Ieri ho passato una giornata pesantissima ed ora mi ritrovo con l’herpes sulle labbra. Erano anni che nn ne soffrivo, meno male che oggi vado dal doc e mi farò scrivere le solite pastiglie.


Il problema nn è se le persone ci capiscono, ma se ci ascoltano. Ti guardano, fanno finta di ascoltarti ma in realtà pensano ai cazzi loro.


Nelle mattinata ho avuto una serie di scontri verbali con quelli della mia ditta, ma pensa te se io dall’infortunio devo essere stressata perché loro nn capiscono quello che dico. La verità è che come al solito nn riescono a vedere al di là del proprio naso, rispondono per partito preso o per presa di posizione. Esistono le magiche parole, compromesso e chiarimento, ma evidentemente nn sono propriamente di questo mondo.


Ed ora passiamo al pomeriggio. Sono andata per la visita di controllo del braccio. Passaggio alle casse per pagare il ticket (12,50 euro buttati) e poi in coda in ambulatorio. Raggiungendo la stanza incontro il doc che mi ha fatto l’eco la prima volta e mi rallegro pensando che arrivi lui… ed invece mi sbaglio.


E’ il mio turno, entro. La scrivania spoglia, tranne per un foglietto con gli appuntamenti. Ma scusatemi l’ignoranza, è una visita di controllo e la mia scheda dove è? Nn ha dati per valutare il miglioramento o il mio peggioramento. Nn ha assolutamente idea di quello di cui soffro… Ed io naturalmente nn mi sono portata dietro tutti i papiri.


Gli spiego sommariamente quello che ho e quello che sento, mi guarda con quella faccia da ebete.. Ed io mi chiedo: avrà capito?


Mi sdraio sul lettino ed inizia a visitarmi il braccio. Poi mi fa alzare e mi rivesto.


Dalla visita esce:




  1. le punture che ho fatto fino ad ora nn sono servite a nulla. Perché fare delle punture per fluidificare il sangue, come mi hanno sempre detto sia a Genova che il suo collega? (nonostante la cura delle 4 scatole previste, me ne ha fatto fare una 5° in attesa della visita) Lui nn ha mai sentito di situazioni di pericolo relative agli arti superiori…


  2. il mio doc di famiglia mi ha prescritto venerdì il solito Daflon per la vene, l’hanno sempre fatto tutti. Ma che se ne fa del Daflon? Nn serve a nulla… nn lo prenda…


  3. nn ci sono edemi (nn c’erano neppure prima).

Quindi:




  1. devo prendere gli antinfiammatori per il braccio, ma il nome nn me lo dice perché devo farmelo dare dal mio medico di famiglia (N.B. insieme alle iniezioni ho preso tutti i giorni gli antinfiammatori perché il braccio mi faceva un male boia)


  2. andare agli Ospedali Riuniti di Bergamo per farmi vedere da loro.


Morale:


questo imbecille mi ha fatto perdere tempo, soldi e al ritorno a casa, il braccio mi faceva un male boia perché me lo aveva tastato e rigirato… Povera me…




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Decisamente in ritardo… ma meglio tardi che mai…


Il w.e. passato è stato davvero bello, stancante ma bello…


Siamo stati a Genova a casa di Mak e Ursy. Siamo andati a cena dai Cacciatori, ma nn ci siano trovati bene, nn ci volevano dare da mangiare perché siamo arrivati alle 21:15, quando in realtà la prenotazione era per le 21-21:30. Comunque, razioni piccole (tranne la mia frittura che nn sono riuscita a finire) ma abbastanza gustose. Comunque da quello che mi dicevano mi aspettavo di meglio… Nn ci andremo più…


Poi un saltino per una bevuta e poi a casa. Tra una chiacchiera e l’altra siamo andati a nanna alle 4… un delirio.. soprattutto al mattino.. Ci siamo alzati alle 11:30, abbiamo pranzato e poi siamo andati al Museo del Mare.


Che bello scendere in Porto Antico, c’era un sacco di gente e passeggiare per le mie vie mi ha reso ancora più felice.


Al Museo del Mare abbiamo visto: “Transatlantici – Scenari e Sogni di mare”, il costo del biglietto è di 12 €, ma li vale tutti. Tre piani di modelli, anche in scala reale, stampe, dipinti, filmati, reperti. Di tutto e di più per un pubblico che vuole respirare l’aria del mare, osservare la vita di bordo, conoscere le modalità costruttive, dalle costruzioni in legno fino a raggiungere quelle dei transatlantici. Interessantissime le numerose carte rappresentanti Genova nei secoli passati. Per saperne di più: www.galatamuseodelmare.it. La mostra potrà essere visitata fino 09.01.2005.


Avevamo appuntamento con mia Sora per ritirare il famoso cofano, ma ci siamo persi e così alla fin fine sono andati a ritirarlo Bbino e Mak. Mi è dispiaciuto perché volevo vedere mia sorella e poi ero interessata a conoscere una certa persona curiosa… ghhghgh… ma ci saranno altre situazioni, magari un pranzo bergamasco… mai dire mai… ghghghh


Mak e Ursy ci dovrebbero venire a trovare nel w.e. del 19 di dicembre e già si stava parlando di un Capodanno da giocatori… comunque vedremo…


Ho avuto modo di conoscere una persona bellissima, spero solo di riuscire ad essere all’altezza di tutto quello che lei si aspetta da me. Nn voglio per nessuna ragione deluderla, ma per la prima volta al mondo, ho paura di farlo. So come sono fatta, so quello che posso dare e che voglio dare, ma in questi momenti ho paura che le persone si aspettino troppo da me. Comunque cercherò, come sempre, di fare del mio meglio.



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Sempre nella via dei ricordi melanconici ve ne propongo un’altra, sempre degli Stadio:


C’E’


C’è… ancora il tuo profumo
Dentro al mio maglione
Se nn lo lavo, resta qua


C’è… che nn riesco a fare
Quello che ho da fare…
Lo annuso ancora e resto qua…


E poi che c’ho il raffreddore se nò
Sentirei…
anche le parole..


E che la macchina è rotta se nò
Correrei…
Dritto da te…


C’è… che basta il tuo profumo
A farmi intrappolare
Come scappare, io nn lo so…


C’è… che sono un uomo solo
E casco dentro al gioco
Come un bimbo e poi ci sto


Fortuna che ho il raffreddore se nò
Sentirei…
anche la tua voce…


E che la macchina è rotta se nò
Correrei..
E’ un gioco d’azzardo,
è solo un imbroglio quel che fai, Bellezza
Io mi riprendo il mio cuore
Ma tu cosa prendi,
tu nn ce l’hai un cuore
prendi quello degli altri
che ti diranno: sono qua, Dolcezza


C’è… c’è che ho il raffreddore,
la macchina è rotta
e quindi…
nn verrò…


Lo avevo conosciuto, me ne ero innamorata follemente. Era il mio sogno, la realizzazione di un sogno tanto sospirato. Aveva meravigliosi occhi blu e morbidissime mani. Lo amavo alla follia. Per lui avevo intrapreso viaggi che per le mie tasche erano faraoniche. Dapprima scortata da un mio caro amico, poi mi ero buttata in questa avventura. Macinavo quando potevo Km per vederlo. Lui mi diceva sempre che un giorno sarebbe dovuto venire dalla mie parti ed invece nn veniva mai.
Questa canzone la usai per farmene una ragione al ritorno dall’ennesimo sbattimento, solo che questa volta le cose andarono più avanti del dovuto. Lui era impegnato ed io nn davo mai sicurezza, avevo amicizie sparse e lui per me era troppo lontano, ma lo amavo, più di qualsiasi altro che mi scaldasse il cuore e il corpo.
La cosa più triste fu vedere cacciare dal finestrino dell’auto la cassetta degli Stadio che noi avevamo ascoltato quella sera in cui le cose ci sfuggirono di mano. Dioceva che gli faceva male ascoltarla, gli ricordava noi e la nostra follia. Per tutta risposta, al mio ritorno a casa, gli mandai il testo di quella sopra riportato.
Una stupida ma carichissima vendetta. Pensandoci ghigno ancora…






























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Evidentemente è un momento così. Navigo nella mia malinconia amorosa.
Ascolto spesso gli Stadio con le mie canzoni preferite. Tutte canzoni che narrano vicende amorose finite male, ma che alla fine nn lasciano l’amaro in bocca.
Ve ne propongo una:


VORREI


Vorrei,
come nei versi dei poeti
nel diario dei segreti
ma poi, cosa vorrei…


Vorrei ruffiano, chi lo dice
Io vorrei che tu fossi felice
Io no, nn penso a me…


Voglio, no nn voglio l’erba,
volevo solamente… niente
volevo averti ancora qui con me,
qui con me…


Vorrei che invece della strada
ci fosse la tua pelle
e a casa nn tornare più…


Così togliendomi le scarpe
Scenderti sul collo
E andare ancora giù…


Il rumore di un cristallo
Ho messo un piede sul tuo cuore
S’è rotto, è proprio quello che vorrei…
Che vorrei…
Vorrei trovarti qui, sopra il marciapiede e senza dignità
Che mi venissi incontro urlando senza fiato, lo sai che io nn vivo più


Perché in mezzo al mondo ci sei tu
E se son stanco c’entri tu
Ma finalmente tu sei qui
Nn dire niente, anzi di di si…


Cantavo a squarciagola il passo in corsivo, mi caricava un sacco, ma poi ricadevo.
Ho spesso usato le canzoni per caricarmi o scaricarmi nelle mie situazioni emotive. Penso che sia un classico in qualsiasi momento d’innamoramento.
A proposito mi ricordo un periodo di tipo: tristezza di gruppo.
Passavamo le serate a scorrazzare in macchina con Mia Sora, la Carlona e l’altra. Ci facevamo pere di canzoni terribilmente tristi e ci crogiolavamo in gruppo. Mia Sora aveva una cassetta che raccoglieva canzoni di Panceri, di Baglioni, passando per Vasco e nn tralasciando gli 883. Ragazzi che serate!.. ahahahhah




























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Perchè abbiamo bisogno di essere tristi?


Nn accade anche a voi di sentire il desiderio di assaporare un po’ di tristezza. Lo so potrebbe sembrare una follia, ma è vero. A me capita…
Nn sono completamente sicura di avere tutte le rotelle a posto, ma sono certa di quello che dico.
Ma nn è una tristezza vera e propria, ma una malinconia che mi prende e che mi piacerebbe assaporare.
Sono felicemente innamorata e viaggio ad 1 metro da terra da poco più di tre anni, ma spesso ripenso ai patimenti, al cuore in subbuglio, ai pianti disperati, al cuore spezzato e mi ci crogiolo dentro.
Forse faccio così perchè nella realtà sono così sicura del mio amore che quindi mi creo queste situazioni.
Accendo la radio e ascolto quelle canzoni che un tempo mi facevano compagnia in quei momenti di tristezza.
Che stia ricadendo sempre nel solito mio enorme problema? I ricordi? La vita passata che ti faceva sentire viva. Che ti faceva fremere. I miei meravigliosi e frementi anni di follia amorosa.
Ragiono come una donna sposata, felice, desidero tanto un figlio, amo lui con tutta me stessa, ma mi amnca la mia tristezza.
Ho sempre sottolineato la pare più brutta di mia madre, quella tristezza che le affiora sempre, anche nei momenti più felici della sua vita. Un’ombra nel suo sorriso. La voglio anche io? Perchè? Perchè devo soffrire se posso nn farlo?
Lasciatemi affogare nella tristezza melanconica dei miei ricordi… Voglio ancora una volta sognare…











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